Sulla depopolazione del Sud e il progetto della Bocconi l'Università privata che riceve più finanziamenti dallo Stato, ha messo a punto un progetto per frenare il fenomeno. Un progetto di sostituzione, che punta sull’accoglienza delle giovani famiglie africane.
Di Enzo Lionetti
AREE INTERNE MERIDIONALI ABBANDONATE ED UMILIATE. IL RETTORE DELLA BOCCONI INVITA GLI AFRICANI PER LA RINASCITA.
La Camera di Commercio di Cosenza qualche giorno fa ha invitato il Rettore della Bocconi di Milano, famosa Università privata che prende una caterva di finanziamenti pubblici dallo Stato italiano.
Oggetto dell'incontro lo spopolamento delle Aree interne e l'abbandono di migliaia di Comuni.
Il prof. Francesco Billari, docente di Demografia alla Bocconi, ha ricevuto anche un premio.
Ebbene, l'esimio cattedratico ha illuminato dall'alto della sua posizione bocconiana a Milano, il futuro delle Aree interne con un focus sulla Calabria, ma estendibile anche alle altre regioni meridionali.
Ebbene, l'esimio ha detto che ormai occorre scegliere su quali Comuni puntare perché il processo di declino è irreversibile, non c'è più niente da fare, occorre abbandonare a sè stessi la maggior parte dei Comuni e stabilire scientemente su quali puntare. In pratica una sentenza di morte.
In più, l'esimio ha detto che il futuro delle Aree interne calabresi, estensibile anche alle altre regioni meridionali, è nel far venire le famiglie africane con bambini piccoli qui da noi, per favorire una rinascita.
In fin dei conti, l'Africa è vicina alla Calabria. Meno male che non ha detto che la Calabria è Africa, forse si è un tantino e prudenzialmente calibrato nella dissertazione, non sia mai qualcuno se ne avesse a male.
Il prof. Billari docente di demografia ha illuminato la sala dicendo che questa situazione ha un parallelo con il Medioevo, lanciando quindi un'idea che attualmente ci si trova proprio in un Medioevo per il Mezzogiorno, arretrato com'è.
Non poteva esimersi allo stesso tempo dal rimarcare le carenze di servizi infrastrutturali nelle Aree interme, forse perché così lampanti e marchiane, così evidenti che anche un "semplice" diplomato può accorgersi che le strade fanno schifo ed i ponti crollano e sono fatiscenti, con il terreno che frana sotto i piedi.
Ma come si è arrivati a questa situazione? Il prof. della Bocconi non lo dice.
Non ho trovato nei resoconti di stampa un accenno sulle cause di questo disastro.
E certo che la Schlein non può dare la colpa a questo Governo, insomma il PD non può tirarsi fuori dalle responsabilità di un disastro così come anche il ventennio di Berlusconi, con il leghista Bossi e Calderoli, con il ventennio di Prodi D'Alema Bersani Fassino Renzi Letta, non possono tirarsi fuori.
Non vedo un'analisi accurata, proveniente da uno dei massimi esponenti della Cultura accademica ed imprenditoriale. Anzi, noto un certo pressapochismo rispetto alle sfide che dovrebbero essere affrontate per evitare tutto il disastro che lui ha stesso ha definito un nuovo Medioevo.
Alla base dello spopolamento vi è indubbiamente una penuria di servizi infrastrutturali che ha penalizzato enormemente le aree interne meridionali ed insulari, a favore delle aree interne settentrionali curate e stracurate a beneficio della famosa Locomotiva d'Italia del Nord.
Un esempio è Milano-Cortina o la Pedemontana o la Brebemi, ma tutte le opere pubbliche di manutenzione del territorio che al Nord vengono regolarmente fatte con i soldi dello Stato italiano.
Al Sud niente di niente.
Quindi oltre agli inesistenti servizi infrastrutturali che non permettono neanche di arrivarci molte volte nelle Aree interne, occorre riflettere sul sistema bancario che ha dissanguato i risparmi per concentrare i flussi finanziari verso il Nord.
Nelle pochissime aree interne meridionali che funzionano, disegnando una industrializzazione a macchia di leopardo ancora una volta comunque penalizzata dalla carenza di infrastrutture, è forte la colonizzazione dei gruppi industriali e marchi commerciali del Nord, che riducono a subfornitura o vero e proprio vassallaggio le poche imprese presenti.
Infrastrutture, Finanza, Cultura d'Impresa, Innovazione tecnologica e dei Servizi, Cura del territorio sono invece gli assi portanti di una strategia che deve essere portata avanti, con i soldi del bilancio pubblico italiano, in quanto lo Stato italiano deve, ripeto deve, intervenire per un preciso obbligo imposto dalla Costituzione.
È oltraggioso ed anche penoso che la più grande Università privata con sede a Milano, che prende finanziamenti pubblici a cascata dallo Stato italiano, dica che ci vogliono i bambini africani per il ripopolamento delle Aree interne meridionali.
Ed intanto la Bocconi attira a sè migliaia di giovani meridionali che portano con sé economia per l'intero territorio milanese.
Occorre risvegliare dal torpore le persone e non cedere alla rassegnazione ed al razzismo di Stato.
Occorre scegliere bene la classe dirigente a cui diamo responsabilità di Governo nazionale, regionale e locale, per evitare persone colonizzate nel cervello convinti di una arretratezza antropologica (fin dal Medioevo) del nostro Popolo.
Occorre dare uno scossone a questa Italia, generare una rivolta del nostro Popolo meridionale per l'attuazione della Costituzione e per il ripristino delle condizioni di vivibilità nel nostro Territorio.
Altrimenti è meglio fare da soli e stare da soli, con proprie regole e autodeterminazione.
In foto il Rettore della Bocconi, prof. Francesco Billari premiato a Cosenza dalla locale Camera di Commercio”
Dopo la pubblicazione della riflessione di Enzo Lionetti meridionalista, il mio punto di vista su un progetto che ha creato un nuovo corso migratorio dei nostri giovani. Cambia solo la valigia che con e’ più di cartone, ma una 24 ore con laurea e master di formazione.

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