Post

"si cade sette volte per rialzarsi otto"

Immagine
  Questo articolo offre una riflessione profonda, di grande impatto emotivo e sociologico, che tocca uno dei nodi più critici della nostra epoca: l'educazione dei giovani e il senso del limite e della resilienza. Paolo Crepet, con la sua consueta lucidità e il suo stile graffiante, mette a nudo una contraddizione evidente della società contemporanea. Ecco un giudizio articolato sui principali punti di forza, sui temi chiave e su un possibile spunto di dibattito che l'articolo solleva: 1. Il valore della "Caduta" e l'elogio dell'errore Il fulcro del discorso — racchiuso nella splendida massima  "si cade sette volte per rialzarsi otto"  — ribalta la narrazione odierna del successo immediato. In un mondo dominato dai social network, dove viene mostrato solo il risultato perfetto e mai il processo (spesso doloroso) per raggiungerlo, Crepet ricorda che  l'errore non è il contrario del successo, ma la sua stessa materia prima . La capacità di ricominci...

Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’economia

Immagine
Il Nobel Stiglitz: «Il conto della guerra lo pagano i più poveri» di  Paolo M. Alfieri Il premio Nobel dell'Economia boccia la politica commerciale di Trump: «I dazi hanno causato danni, non vantaggi. L'IA gonfia una bolla in Borsa, ma servono regole e l'innovazione abbia scopi sociali» La crescita rallenta, i prezzi salgono e i più vulnerabili pagano il conto: è lo schema che si ripete, guerra dopo guerra, crisi dopo crisi. E stavolta, con il conflitto in Iran che non accenna a finire, il rischio è che le disuguaglianze globali si allarghino ulteriormente, colpendo soprattutto i Paesi già indeboliti dal debito. L'intelligenza artificiale, intanto, promette di cambiare il mondo, ma dovrebbe farlo per scopi sociali, non per alimentare rendite finanziarie o motori pubblicitari, mentre le politiche commerciali di Donald Trump hanno già fallito”. È netto nella sua analisi Joseph Stiglitz, statunitense premio Nobel per l'Economia, in questi giorni presente a Linkontro, l...
Immagine
            Articolo tratto da KlimaHouse   L'AI RIDUCE GIÀ OGGI FINO AL 30% IL MARGINE DI ERRORE, DEL 10% I COSTI E AUMENTA DEL 40% LA PRODUTTIVITÀ “Rivoluzione 5.0”: un modello in cui tecnologie avanzate e competenze professionali operano in sinergia per migliorare performance, sicurezza e qualità del costruito. È questo che hanno presentato Klimahouse [R]Evolution e il Future Hub ai visitatori di Klimahouse 2026.   E l'integrazione uomo-macchina in cantiere? Cosa dice in merito lo studio di Roland Berger? Scopri di più nel nostro comunicato stampa "Dopo Klimahouse 2026 - L'Intelligenza Artificiale ridisegna il futuro dell'edilizia" l’Intelligenza Artificiale Ridisegna il futuro dell’edilizia tra progettazione  predittiva e nuovi materiali A un mese dalla chiusura di Klimahouse 2026, il messaggio emerso con chiarezza è uno: l’Intelligenza Artificiale non è più un elemento accessorio dell’innovazione edilizia, ma uno strumento operativo...

Da Roma un esempio per fronteggiare una emergenza inquietante

Immagine
  Co-housing: il futuro dell’abitare a Roma è condiviso Una sintesi dell’ Articolo per IDEALISTA di Stefania Giudice  Si è tenuto all’Auditorium Parco della Musica il primo  Festival del Co-Housing , un evento cruciale per ripensare la vita urbana quando l’età avanza. Roma lancia una sfida culturale: trasformare l’invecchiamento da "problema" a  opportunità di comunità . Perché il Co-housing? I dati Istat sono un campanello d'allarme: quasi  2 milioni di over 75  in Italia soffrono di solitudine cronica. Il co-housing nasce per: Contrastare l'isolamento:  Creare nuove forme di convivenza per chi vive solo. Innovare il welfare:  Ridurre l'istituzionalizzazione forzata e offrire alternative umane e protette. Sostenibilità economica:  È un investimento che fa risparmiare lo Stato, riducendo i costi delle cure più dispendiose. La visione della città Il Sindaco  Roberto Gualtieri  e l’Assessora  Barbara Funari  hanno sottolinea...
Immagine
    Il risveglio del Sud, che ha fatto  sentire la sua voce, è quanto emerge in una analisi del prof. Gianfranco Viesti. Mentre i "soliti" commentatori si cullano negli stereotipi del Sud assistenzialista e apatico, i dati del recente referendum raccontano una storia completamente diversa. Il Mezzogiorno è tornato a far sentire la sua voce. Nell'analisi del Prof.   Gianfranco Viesti (FQ, 27.3.26), emerge un quadro che ribalta le narrazioni degli ultimi anni: Decisivo per il NO: Dei 2 milioni di voti che hanno fermato la riforma, ben 1,6 milioni arrivano dal Sud . Un contributo fondamentale per la difesa della Costituzione. Controcorrente: Nonostante il calo storico della partecipazione, l'affluenza al Sud è cresciuta del 10% , superando la media nazionale. Oltre il pregiudizio: Città come Napoli, Bari e Palermo hanno mostrato una maturità politica sovrapponibile a quella di Milano o Torino. Cosa sta cambiando davvero? Il prof. Viesti suggerisce che non siamo...